Il pigo, Rutilus pigus (Lacepède, 1803)

 

Geonemia: Il Pigo è indigeno in Italia settentrionale dal Piemonte al Veneto ed è presente soprattutto in Lombardia, nei grandi laghi subalpini di origine glaciale, quali Lario e Maggiore e nei principali affluenti di sinistra del Fiume Po: Ticino sublacuale, Adda, Serio, Oglio in Lombardia e Brenta, Livenza, Adige e Piave e Sile in Veneto. Lo si trova anche nei laghi di Mantova mentre è pressoché assente nel Lago di Garda. Da più di un decennio è stato immesso in alcuni bacini lacustri artificiali dell’Appennino Tosco-Emiliano e del Lazio.

Habitat: il pigo vive nelle acque dei laghi e nei tratti a maggiore profondità e corrente moderata dei fiumi, preferendo le acque limpide e le zone ricche di vegetazione. Effettua notevoli spostamenti lungo la colonna d’acqua: d’estate predilige le acque superficiali, mentre con l’arrivo della stagione fredda si stabilisce a notevole profondità (Grimaldi e Manzoni, 1990). Nei grandi laghi prealpini vive prevalentemente a profondità di 10-15 metri; in inverno si sposta in acque più profonde, sembra intorno ai 100 metri circa; in primavera si porta su fondali di 7-8 metri.

Biologia: è un pesce di taglia media (nelle popolazioni italiane la lunghezza totale massima è di circa 45 cm e il peso arriva a circa 1,5 kg), della cui biologia si hanno solo modeste conoscenze. Si nutre sul fondo e nella dieta prevale la componente vegetale, in particolare alghe filamentose; sono comunque presenti anche invertebrati bentonici, soprattutto gasteropodi e larve di insetti. Vive fino a 10 anni circa (sul Fiume Ticino sono stati catturati alcuni esemplari che possedevano un’età superiore: 11-12 anni). Studi condotti sulla popolazione del Fiume Ticino hanno evidenziato che tale specie può raggiungere alle diverse età le seguenti misure di lunghezza: 13 cm al  1° anno, 20 cm al 2° anno, 32 cm al 3° anno, 36 cm al 4° anno, circa 40 cm al 5° anno. In tale ambiente è stato inoltre osservata una diversa dinamica di accrescimento per i due sessi  con le femmine caratterizzate da una crescita più lenta e costante rispetto ai maschi che, invece, sembrerebbero crescere più velocemente tra i cinque e gli otto anni (Graia srl, 2004). Nella popolazione del Lago di Como, dove sono state compiute indagini su alcuni aspetti del ciclo vitale, la maturità sessuale viene raggiunta a 3 anni nei maschi e a 4 anni nelle femmine. Studi condotti sulla biologia riproduttiva di tale specie nel Fiume Ticino hanno invece evidenziato che mentre la gran parte dei maschi si riproduce per la prima volta a quattro anni d’età, le femmine divengono mature solo a cinque anni. Il dimorfismo sessuale è evidente solo durante il periodo riproduttivo, quando i maschi presentano una pigmentazione più scura e vistosi tubercoli nuziali sul capo, diffusi anche nella regione dorso-laterale del corpo. La riproduzione ha luogo in aprile-maggio, quando la temperatura dell’acqua raggiunge i 14 °C circa. Ciascuna femmina produce in media 50000 uova (per la popolazione del Fiume Ticino si riporta un numero compreso tra 17000 -35000), attraverso una serie di deposizioni successive che si esauriscono però nel giro di qualche ora; negli ambienti lacustri gli individui sessualmente maturi si portano per la deposizione in acque litorali poco profonde con substrati litici; le aree utilizzate invece per la deposizione nelle acque correnti sono comunque caratterizzate da acque medio-basse (profonde da 20-30 cm a circa 1 m), con substrato ciottoloso (a granulometria prevalente di 10-15 cm), completa trasparenza su tutta la colonna, velocità di corrente anche sostenuta. Può ibridarsi con il gardon (Graia srl, 2004).

Conservazione: in Italia le popolazioni di pigo sono in forte contrazione da alcuni decenni. Una delle cause del consistente decremento demografico è sicuramente rappresentata dagli sbarramenti trasversali che impediscono agli individui maturi di raggiungere i fondali adatti alla riproduzione; un'altra è la pesca sportiva effettuata durante il periodo riproduttivo. Negli ambienti lacustri la specie è oggetto di pesca sportiva nella gran parte dell’anno e in alcuni casi, come nel Lago di Como, è oggetto di pesca professionale. Per invertire la tendenza negativa si suggerisce: la regolamentazione della pesca in modo più restrittivo considerando sia i mesi in cui ha luogo la riproduzione (aprile e maggio) sia un periodo precedente; la realizzazione di passaggi per pesci in corrispondenza delle dighe e degli altri sbarramenti. Tra gli altri fattori che possono aver determinato il declino delle popolazioni italiane, è necessario includere anche l’introduzione del rutilo, specie esotica in grado non solo di ibridare con il pigo ma anche di occuparne la medesima nicchia trofica (Graia srl, 2004).

 

 

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