Newsletter 17 del 10 Dicembre 2017

Storie di Storioni

In questa newsletter vogliamo raccontare due “storie” sugli storioni cobice avvenute in questi ultimi mesi nell’area di progetto Conflupo.
Con la costruzione negli anni ’60 del secolo scorso della diga di Isola Serafini a supporto della centrale idroelettrica, il corso del fiume Po è stato interrotto a circa 300 km dal suo delta, bloccando cosi i fenomeni migratori di quelle specie che, come gli storioni, risalivano dal mare per il periodo riproduttivo.
Nel tratto di fiume a valle della diga di Isola Serafini sono state riportate da web e stampa catture di esemplari di storione cobice, anche di notevoli dimensioni.
Ci sembra però importante segnalare la cattura accidentale di un esemplare adulto di storione cobice, come testimoniato da questa immagine, avvenuta in settembre a valle della diga di Isola Serafini, in prossimità dell’area di imbocco del passaggio per pesci.

 Storione cobice catturato accidentalmente in prossimità dell’area di imbocco del passaggio per pesci di Isola Serafini
Storione cobice catturato accidentalmente in prossimità dell’area di imbocco del passaggio per pesci di Isola Serafini

L’esemplare è stato trattenuto per le foto di rito e poi rilasciato in fiume; purtroppo in questo caso non è stato possibile verificare la presenza di un eventuale microchip sottocutaneo per capire se si trattasse di uno storione selvatico in risalita dal mare o di qualche esemplare rilasciato nell’ambito di uno dei programmi di supporto a questa specie minacciata.

Anche se dal 17 febbraio, data di entrata in funzione della scala di risalita, ad oggi non è ancora stato possibile documentare il passaggio di esemplari di storione cobice nella struttura, il riscontro di esemplari adulti a monte e a valle della diga di Isola Serafini in prossimità degli imbocchi della struttura, fa ben sperare; è infatti ipotizzabile che occorra qualche tempo prima che gli storioni apprendano la presenza di questa nuova via e la utilizzino.
Il 23 novembre scorso invece, durante una uscita di monitoraggio effettuata nell’ambito delle attività del progetto Conflupo, di cui il Parco Lombardo del Ticino è partner, i guardaparco Davide Cameroni e Massimo Balocco rintracciavano in una piccola lanca del Ticino in località Motta Visconti i resti di un esemplare adulto di storione cobice di circa 180 cm.

Resti di Storione cobice rinvenuti nel Parco Lombardo del Ticino
Resti di Storione cobice rinvenuti nel Parco Lombardo del Ticino

L’esemplare si presentava in avanzato stato di decomposizione, ma permaneva nella parte dorsale una certa quantità di muscolatura dove è stato rilevata la presenza di un microchip attraverso l’utilizzo di un apposito lettore.
Il codice così ottenuto è stato confrontato - ad opera dei ricercatori Mauro Bardazzi e Andrea Casoni incaricati dal Parco - con quelli presenti nel database del progetto Conflupo, che sta raccogliendo i dati degli esemplari di storione cobice rilasciati in questi anni nell’ambito dei diversi progetti di conservazione attivati su questa specie.

 Codice identificativo del microchip sottocutaneo dello storione cobice rinvenuto nel Parco Lombardo del Ticino
Codice identificativo del microchip sottocutaneo dello storione cobice rinvenuto nel Parco Lombardo del Ticino

Il codice identificativo rilevato dal lettore rimanda ad un esemplare rilasciato nell’ambito del progetto Life Natura “Conservazione di Acipenser naccarii nel fiume Ticino e medio corso del Po” realizzato dal Parco Ticino, le cui attività sono terminate nel 2007.
All’epoca del rilascio presso la Lanca Ayala, il 27 aprile 2005, questo esemplare di sesso femminile misurava 110 cm per un peso di 8 Kg; il pesce inoltre era stato marcato con un trasmettitore a ultrasuoni che aveva permesso di seguirne per un certo periodo gli spostamenti. In particolare questo esemplare era stato monitorato in maniera continua dal giorno del suo rilascio fino al 9 agosto del 2006, dopo di che se ne erano perse le tracce.
Molte ed importanti sono le informazioni legate a questo ritrovamento.


Prima di tutto indica che il sistema di allevamento utilizzato per gli storioni – accrescimento in condizioni seminaturali presso le vasche di Cassolnovo con fondo in ghiaia e completamente rinaturalizzate – consente un valido adattamento alle condizioni naturali che gli esemplari incontrano in fiume una volta liberati.

Giovane di storione cobice selvatico ritrovato in TicinoSi può inoltre ipotizzare come questo esemplare si sia anche riprodotto in questi anni
avendo sicuramente raggiunto la maturità sessuale. Ricordiamo a questo riguardo come negli anni 2009, 2013, 2014 e 2015 sia stato possibile documentare la riproduzione in natura della popolazione land-locked di storione cobice presente in Ticino, in una zona del fiume posta tra Pavia e il comune di Travaccò Siccomario, a circa 6 km dalla confluenza con il fiume Po.

Considerando che sono trascorsi più di 12 anni dall’impianto in sede intraperitoneale dell’emettitore, si può concludere che il modello scelto – con durata operativa di circa 3 anni – e la modalità di inserimento sono risultati validi non avendo pregiudicato la sopravvivenza dell’individuo.

Questi fattori confermerebbero quindi la validità per lo storione cobice di programmi di allevamento, rilascio e monitoraggio a supporto delle popolazioni in natura, se effettuati con adeguati approcci gestionali.

 

I testi e le immagini possono essere utilizzati citandone la fonte, l’autore, il Progetto Life naturaLife11NAT/IT/188 “Restoring connectivity in Po riverbasin opening migratory route for Acipenser naccarii* and 10 fish species in Annex II” e il supporto dell’Unione Europea.

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