Latest news

Newsletter 14 del 27 febbraio 2017

Il mese di marzo vede due importanti appuntamenti nell’ambito del progetto Life CONFLUPO:

8 Marzo 2017 – Meeting con gli Enti Gestori Siti fluviali Rete Natura 2000 di Po e Ticino

Con il recepimento della Direttiva comunitaria Habitat n.92/43 gli stati membri della UE si sono impegnati a realizzare la Rete Natura 2000, con la finalità di conservare gli habitat e le specie selvatiche presenti nei territori dei diversi paesi.

Questa Rete risulta formata dall’unione di Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite in base alla Direttiva comunitaria Uccelli n.79/409 e funzionali alla protezione di specie di uccelli selvatici, con Zone Speciali di Conservazione (maggiormente conosciute come SIC, Siti di Interesse Comunitario) per conservare le specie e habitat posti nella Direttiva comunitaria Habitat n.92/43.

Una delle attività previste dal progetto CONFLUPO è quella di supportare la conservazione di specie ittiche minacciate, ed in particolare lo storione cobice e 4 specie di Ciprinidi reofili (Lasca, Pigo, Savetta e Barbo comune), inserite nell’Allegato II della Direttiva Habitat, attraverso due azioni in capo al Parco del Ticino e tra loro sinergiche: la messa a punto di specifici protocolli di riproduzione in cattività e allevamento, ad oggi mancanti per queste specie, e il rilascio in natura degli esemplari prodotti a diverso stadio di accrescimento, come supporto alle popolazioni naturali.

Precedenti esperienze maturate anche al Parco hanno dimostrato che risultati efficaci a fine di conservazione non siano tanto legati al numero di soggetti rilasciati, quanto a mantenere costanti nel tempo questi rilasci utilizzando soggetti allevati in condizioni di seminaturalità.

 

Giovane storione nato nel Ticino

 

 

L’efficacia di questa procedura è dimostrata da quanto avvenuto per lo storione cobice in Ticino: la continuità dei rilasci di soggetti adattati alle condizioni naturali, portati avanti dal Parco oltre il termine del progetto Life03NAT/IT/000113 sulla specie, hanno fatto registrare nel 2009, 2013, 2014 e 2015 la riproduzione in natura dello storione in una stessa zona del fiume posta vicino a Pavia.

 

Per diffondere in altre aree della Rete Natura 2000 la possibilità di attivare programmi di rilascio per le 5 specie target di progetto, aumentando quindi le possibilità di conservazione sul lungo periodo dei nuclei presenti, si è organizzata una riunione che si terrà il giorno 8 marzo p.v. presso il centro visite del Parco Ticino a Lonate Pozzolo, durante la quale verranno presentati i protocolli realizzati agli Enti gestori dei siti della Rete natura 2000 ricadenti nell’area del Po e Ticino.  

Nell’ottica di condividere con gli Enti gestori dei siti della Rete Natura 2000 ricadenti nell’area del Po e Ticino i protocolli di allevamento messi a punto, permettendo di attivare in nuove aree programmi di rilascio a supporto della conservazione sul lungo periodo delle 5 specie target di progetto, si è voluto organizzare una riunione che si terrà il giorno 8 marzo p.v. presso il centro visite del Parco Ticino a Lonate Pozzolo.

In questo incontro sarà presente anche un altro importante momento per gli Enti impegnati nella gestione e conservazione dei siti fluviali della Rete Natura 2000, in quanto verrà illustrato da parte di AdbPo il Protocollo Pesca Sostenibile Fiume Po le cui attività sono in fase di elaborazione.

Il Protocollo stipulato tra la Regione Lombardia, la Regione Emilia-Romagna, la Regione Piemonte, la Regione Veneto e l’Autorità di bacino del fiume Po è finalizzato ad arrivare una gestione sostenibile ma anche unitaria della pesca, finalizzata alla tutela del patrimonio ittico nel fiume Po.

17 Marzo 2017 – Inaugurazione passaggio per pesci Isola Serafini

Il 17 marzo, a due anni dall’avvio del cantiere, viene inaugurato il passaggio per pesci a forma di Y rovesciata, posto a servizio dei due rami del fiume Po interessati dalla diga idroelettrica di Isola Serafini (Monticelli d’Ongina - PC), a circa 300 km dal delta del fiume nel Mare Adriatico.

Questa opera è stata realizzata nell’ambito del Progetto Life Natura CON.FLU.PO. cofinanziato dalla Unione Europea, che vede Regione Lombardia, come ente capofila di progetto, e Regione Emilia-Romagna, Autorità di Bacino per il Po, Agenzia Interregionale per il Po, Provincia di Piacenza, Provincia di Rovigo, Parco Ticino Lombardo e GRAIA s.r.l., come partner.

Il passaggio per pesci è stato dotato di soluzioni innovative: nella parte centrale è presente una cabina di monitoraggio con due ampie vetrate subacquee ed un sistema di telecamere in grado di registrare 24 su 24 le specie ittiche in transito e la loro direzione di spostamento, permettendone la corretta identificazione.

Nel settore a monte, è stato realizzato un sistema sperimentale di cattura formato da due telai mobili di grandi dimensioni in struttura metallica con pareti in rete, che vengono movimentati attraverso un apposito carro ponte. Quando attivato, questo sistema permette la cattura del pesce in transito nei due rami e il successivo mantenimento degli esemplari catturati in un’apposita vasca centrale con acqua corrente.

La realizzazione di questa opera - la più grande in Italia di questo tipo e tra le maggiori a livello europeo – permette, dopo oltre 50 anni, di riconnettere al Mare Adriatico almeno altri 100 km a monte della diga lungo il corso principale del fiume Po, ed il reticolo idrografico ad esso sotteso che si estende per oltre 70.000 kmq, comprendendo i tanti sottobacini, tra cui quello del Ticino sino al Lago Maggiore e al Lago di Lugano.

Questa nuova situazione agisce direttamente sulla conservazione di ben 40 specie ittiche native presenti nel reticolo idrografico del Po, a partire dallo storione cobice, specie minacciata e prioritaria a livello europeo, all’anguilla, interessata dal Regolamento CE n.1100/2007, e a ben 10 specie inserite nell’allegato II della Direttiva Comunitaria Habitat.

La riapertura della connessione fluviale produce anche un miglioramento dello stato di conservazione di habitat e specie della Rete Natura 2000, interessando ben 33 SIC presenti lungo gli alvei fluviali del Po e direttamente interessati dal progetto.

Log-in