Newsletter 12 del 1 Agosto 2016

Confermata anche nel 2016 la riproduzione artificiale della Lasca.

Il Progetto CON.FLU.PO. prevede, oltre allo Storione cobice, la messa a punto di specifici protocolli per 4 specie di Ciprinidi reofili in declino – Pigo, Savetta, Brabo e Lasca – con la finalità di poter diffondere buone pratiche di riproduzione artificiali e di produrre novellame per la semina e il ripopolamento nell’area interessata da queste specie.  Per la lasca però erano riportate solo sporadiche esperienze di riproduzione artificiale, oltre a mancare del tutto uno specifico protocollo operativo.

La lasca è una specie ittica di dimensioni medio piccole con abitudini gregarie, che frequenta le acque poco profonde con fondale ghiaioso e corrente vivace. Specie endemica italiana, è diffusa in tutta l’Italia settentrionale e nel versante adriatico dell’Italia centrale fino all’Abruzzo. Si trova anche sul versante tirrenico con popolazione generate grazie alle immissioni per ripopolamenti a favore della pesca sportiva. Questa specie è presente anche in Slovenia, con una piccola popolazione in forte declino. Il suo habitat è costituito dai tratti medio-alti dei corsi d’acqua, dove l’acqua è limpida, la corrente è rapida e il fondo è ghiaioso (Zona dei Ciprinidi reofili).

Oggi questa specie conosce purtroppo un serio declino a causa del degrado degli ambienti fluviali e per l’eccessiva pesca in particolare nel periodo riproduttivo e facendola così rientrare nella Lista Rossa dei pesci d’acqua dolce italiani e classificata come “Vulnerabile” (VU-Vulnerable), oltre ad essere inserita nell’Allegato II della Direttiva comunitaria Habitat e tra le specie protette nella Convenzione di Berna (Allegato III).

Nelle fasi iniziali del  progetto si è quindi cercato di ottenere innanzitutto uno stock di riproduttori con il quale lavorare e poter sperimentare varie metodologie di riproduzione artificiale. A causa della sua rarefazione in natura, l’ottenimento di un buon gruppo di riproduttori non è stato di facile realizzazione, anche se tale obbiettivo si è potuto comunque raggiungere anche grazie al supporto e alla collaborazione con la FIPSAS di Novara e i contatti stabiliti con il progetto Life Barbie.

Superata questa prima fase  si è operato per allestire un ambiente idoneo alla loro stabulazione, anche se si è notato come che la lasca ben si abitua alla vita in vasca e ad una alimentazione a mangime.

Dopo i primi risultati poco incoraggianti per quanto riguarda la riproduzione, nel 2015 si è finalmente riusciti ad ottenere una prima riproduzione dai pesci ospitati nell’incubatoio FIPSAS di Varese a Golasecca (VA), con deposizione delle uova in cassette con ghiaia poste nella vasca di stabulazione ottenendo circa un centinaio di soggetti svezzati, un parte dei quali sono ancora oggi presenti presso l’incubatoio e destinati come rimonta del gruppo di riproduttori.

Nel 2016, supportati dalle esperienze precedenti, si è proseguito seguendo quanto attuato nel 2015, ponendo maggiore attenzione a diversi dettagli per poter ancor più definire il protocollo di riproduzione. Inoltre si è approntato un secondo gruppo di riproduttori presso l’incubatoio della Fagiana di proprietà del Parco Ticino, applicando anche qui la metodologia attuata presso l’incubatoio della FIPSAS di Varese.

Figura 1: cassette con ghiaia su cui sono state deposte le uova.

 I risultati ottenuti nel 2016 sono stati sicuramente molto positivi: infatti si è ottenuta la riproduzione in entrambi i due gruppi di riproduttori stabulati nei due incubatoi, permettendo di ottenere un totale di circa 50.000 avannotti di lasca. Questi sono stati mantenuti inizialmente in cassette e alimentati con mangime misto ad alimentazione naturale (Artemia salina).

Figura 2: avannotti di lasca a circa 2 settimane dalla schiusa.

Successivamente, una parte di questi sono stati posti per l’accrescimento negli stagni artificiali presenti presso l’incubatoio provinciale di Abbiategrasso, con il quale i Parco a instaurato una collaborazione per le attività di questo progetto.

I rimanenti soggetti sono invece stati seminati nel Fiume Ticino e in alcuni suoi ambienti laterali, come previsto nell’Azione C.2 del progetto. Gli ottimi risultati ottenuti in quest’anno di attività, hanno sicuramente confermato e consolidato ancora di più il protocollo operativo per la riproduzione artificiale di questa specie che in questi anni grazie al lavoro attuato, ha preso e sta prendendo sempre più una forma definitiva ed efficace. 

 Figura 3: giovane esemplare di lasca quasi pronto per la marcatura e rilascio in fiume

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