Newsletter 9 del 1 Luglio 2015

Nel precedente numero della nostra newsletter abbiamo riportato come tra i risultati finali del meeting “I LIFE SI INCONTRANO”, vi fosse la volontà di realizzare una più stretta collaborazione tra i diversi progetti.

 Il primo passo in questa direzione è avvenuto proprio tra i due progetti che hanno organizzato la giornata di incontro - CONFLUPO e Life BARBIE – che hanno tra le proprie finalità di progetto anche quella di allevamento in cattività, marcatura e rilascio di specie minacciate.

Le specie ittiche minacciate su cui opera il Life CONFLUPO sono 5 - storione cobice, pigo, lasca, savetta – oltre al  barbo comune che è specie target per il Life BARBIE insieme al barbo canino.

In data 9 giugno una delegazione tecnica del Life BARBIE, guidata dal Prof Francesco Nonnis Marzano del Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Parma, si è recata in visita presso le strutture del Parco Lombardo della Valle del Ticino, partner di CONFLUPO e responsabile per il programma di allevamento in cattività, per prendere visione delle tecniche messe a punto in particolare per il barbo.

 Ricordiamo come queste specie, ad eccezione dello storione, pur essendo minacciate non rivestano un diretto interesse commerciale per cui l’intero processo di riproduzione in cattività, svezzamento delle larve e allevamento è ancora ad uno stadio puramente sperimentale.

 Il Parco del Ticino nell’ambito di questo progetto Life ha affinato la tecnica di riproduzione e allevamento per lo storione cobice, ed ha sviluppato con successo nuove tecniche sperimentali per altre 3 specie (barbo, pigo e savetta), mentre sta ancora cercando di risolvere alcune problematiche riguardo alla fase di riproduzione in cattività della lasca.

 Per quanto riguarda il barbo comune sono state illustrate alla delegazione del Life Barbie le tecniche utilizzate nelle fasi di riproduzione artificiale: spremitura dei soggetti e trattamento delle uova sino alla schiusa all’interno delle bottiglie di Zugg, fasi di svezzamento delle larve prima con invertebrati e poi con i diversi mangimi ed i sistemi di allevamento dei giovani per portarli a misura utile per la marcatura (c.a. 10-12 cm) ed il successivo rilascio in natura.

 Quest’ultima importante fase è risultata particolarmente problematica e solo grazie a diverse sperimentazioni si è riusciti a comprendere quali fossero i fattori limitanti che riducevano l’accrescimento dei giovani nonostante la somministrazione di mangimi adeguati come quantità e tipologia.

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