Il progetto esecutivo del passaggio per pesci a Isola Serafini

E’ stata completata la progettazione esecutiva del passaggio per pesci [download all documents]  che permetterà di ripristinare la percorribilità ittica del Fiume Po, tuttora interrotta dalla presenza della diga di Isola Serafini, a monte della confluenza del Fiume Adda, a circa 300 Km dal mare.

Le specie ittiche migratrici, dagli anni ’50 del secolo scorso, non possono superare la diga in entrambe le direzioni, in quanto sprovvista di passaggio artificiale per pesci; questo fattore determina una frammentazione delle popolazioni e un conseguente declino o addirittura scomparsa di alcune di queste.  Si ricordano in particolare gli Storioni, che un tempo popolavano il Po con tre specie (Storione ladano, Huso huso, Storione comune, Acipenser sturio, Storione cobice,  Acipenser naccarii) mentre oggi è presente con certezza il solo Storione cobice – sia pure con una popolazione molto rarefatta - e la Lampreda di mare (Petromyzon marinus), oggi scomparsa. Il Po è ancora oggi risalito sino alla diga da specie eurialine come la Cheppia (Alosa fallax) e il Cefalo calamita (Liza ramada). La deframmentazione fluviale consentirà di rendere percorribile il Po sino allo sbarramento di Casale Monferrato (AL), in Piemonte, per altri 100 Km fiume e numerosi suoi tributari. Primo fra tutti il Ticino, area elettiva di riproduzione dello Storione cobice, interamente percorribile per i suoi 110 Km fino al Lago Maggiore in seguito alla realizzazione di due passaggi artificiali per pesci presso gli unici due sbarramenti che lo riguardano: la diga di Panperduto e la diga di Porto della Torre, oggi funzionanti anche grazie a due precedenti Progetti Life realizzati dal Parco del Ticino.

La deframmentazione del Po a Isola Serafini non interesserà le sole specie grandi migratrici, come gli Storioni, la Cheppia o l’Anguilla, ma anche molte specie ittiche d’acqua dolce, che per compiere il loro ciclo vitale devono comunque compiere movimenti migratori: la strategia riproduttiva dei pesci d’acqua dolce che popolano gli ambienti fluviali è comunque quella di risalire il fiume e deporre le uova a monte, per contrastare il costante flusso verso il mare che porterebbe nel tempo, con i diversi eventi di piena, sempre più a valle i pesci del fiume. Andare a deporre le uova a monte permette di ripopolare anche questi tratti, ma se una frammentazione lo impedisce è evidente il potenziale danno che si arreca a quelle specie. La grande biodiversità ittica del Po comprende anche molte specie incluse nella Direttiva Habitat, e ben 10 di esse potranno avere benefici dalle attività di deframmentazione realizzate da questo progetto Life  Natura. Ve ne sono anche altre, non contemplate dalle liste della Direttiva Habitat, che parimenti utilizzeranno il passaggio per pesci, prima fra tutte l’Anguilla, oggi in declino e oggetto di uno specifico Regolamento europeo per la sua conservazione attuato tramite un piano nazionale che comprende i piani regionali di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia.

La realizzazione di questo intervento di deframmentazione va ad interessare un’area molto vasta, comprendente le Regioni Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, sino a comprendere il Canton Ticino, che vedrebbe nuovamente collegato il Lago di Lugano al reticolo di valle, grazie alle deframmentazioni realizzate sul Fiume Tresa e sul Fiume Ticino. Localmente poi l’intervento insiste sulle opere esistenti realizzate per la costruzione della diga di Isola Serafini, ad uso idroelettrico, che hanno previsto il  taglio di un meandro fluviale generando 2 aste fluviali separate per circa 14 Km. Tale condizione incide direttamente sul progetto che ha necessariamente individuato soluzioni per entrambe le direttrici, prevedendo la realizzazione di opere che ricolleghino i due rami di valle con il fiume a monte.

La realizzazione di questo passaggio per pesci si pone quindi l’obiettivo della riapertura del corridoio d’acqua del Fiume Po per quest’area particolarmente strategica ed il presente Progetto esecutivo ne rappresenta il passaggio tecnico fondamentale per poter ottenere le autorizzazioni alla concreta esecuzione dell’opera.

Il progetto esecutivo è giunto a compimento dopo un attento e scrupoloso studio ambientale, territoriale ed ittiologico, teso a verificare le condizioni di inserimento territoriale, paesaggistico e ambientale dell’opera, e ad assicurare la sua migliore funzionalità ed efficacia per la percorribilità ittica.

Definito il target di progetto e individuati i vincoli per la progettazione, con riferimento al contesto territoriale e ambientale e alle esigenze e caratteristiche bio-ecologiche della specie ittiche target,  è stata definita e sviluppata la soluzione realizzativa, anche attraverso un percorso di confronto e discussione con i referenti per il “Gruppo passaggio pesci” eletto nell’ambito del progetto Life alla supervisione di quest’azione di progettazione. Particolare attenzione è stata dedicata al fattivo confronto con i responsabili dello sbarramento di ENEL Green Power, grazie ai quali sono state individuate soluzioni utili e necessarie per fare convivere il passaggio per pesci con le imponenti strutture della centrale e con i complessi sottoservizi presenti nell’area di intervento.

Lungo l’iter progettuale sono state analizzate e confrontate, sviluppate e poi modificate diverse soluzioni, fino a giungere a quella oggi oggetto di progettazione esecutiva , che prevede la realizzazione di un doppio passaggio a forma di “Y”, che sarà in grado di collegare il fiume a monte della diga con i due rami (naturale e artificiale) di valle, restituendo la possibilità di risalire il fiume a tutte le specie native, dalle migratrici alle più sedentarie, dai grandi pesci a quelli di più piccole dimensioni.

Il passaggio per pesci sarà anche dotato di un sistema di cattura sperimentale che consentirà di eliminare i grossi predatori esotici e di prelevare e stabulare temporaneamente per analisi o altro - prima della loro liberazione di nuovo in fiume - grossi esemplari delle specie a rischio di conservazione, come lo Storione cobice; esso ospiterà anche un sofisticato sistema di monitoraggio in continuo che, oltre a verificare l’efficienza del passaggio, potrà essere impiegato per studi multi-tasking sulla fauna ittica, offrendo grandi opportunità di ricerca nell’ambito ittiologico ed ecologico.

Il passaggio è anche progettato per ospitare visitatori che potranno così apprezzarne la struttura e verificarne il funzionamento, anche attraverso una camera di osservazione, munita di grandi finestre sui due rami del passaggio che ne apriranno alla vista l’ambiente sommerso percorso dai pesci in risalita o in discesa.

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