newsletter 3 del 20 marzo 2014

 Nella precedente newsletter avevamo dato indicazioni sulla realizzazione del progetto preliminare del passaggio per pesci presso lo sbarramento invalicabile della centrale idroelettrica di Isola Serafini gestita da Enel Green Power SPA, intervento che consentirà di ripristinare la riconnessone ecologica del Po sino al mare, assicurando così la migrazione a lungo raggio di diverse specie ittiche quali lo storione cobice, la cheppia, il cefalo calamita e l’anguilla.

Il progetto preliminare è stato condiviso, oltre che tra i partner di CON.FLU.PO. e i rispettivi staff tecnici, con i portatori di interesse anche grazie alla sua messa on-line nel sito web di progetto.

Attraverso il recepimento delle prescrizioni avute dagli organi tecnici e delle indicazioni e suggerimenti ritenuti migliorativi, è stato quindi redatto il progetto definitivo che ha mantenuto le caratteristiche generali già definite nel preliminare.

La struttura a bacini successivi permette il passaggio della fauna ittica in entrambi i sensi, assicurando la riconnessione del fiume con qualsiasi portata idrica; è a forma di “Y” con l’asta  comune a monte dello sbarramento che presenta una struttura di monitoraggio e cattura dei pesci in transito evidenziata nel cerchio giallo nella successiva figura e relativo rendering.


 
Figura 1: posizionamento del Passaggio per Pesci a Isola Serafini; in giallo le strutture di monitoraggio e cattura, in azzurro il flusso d’acqua.

Attraverso due grosse vetrate sarà possibile osservare, con favorevoli condizioni di trasparenza dell’acqua, il passaggio delle diverse specie di pesci; passaggio che verrà anche registrato in automatico attraverso apposite telecamere per avere una prima raccolta dati sulla funzionalità di questo passaggio per pesci.  Nella stessa area è prevista la struttura di cattura e selezione, composta da 4 grosse gabbie in rete – con maglia variabile a seconda delle necessità – che permetteranno la cattura delle specie in transito nei due diversi rami, consentendo una specifica selezione. Eventuali specie invasive, quali il siluro, verranno infatti prelevate, mentre altre, come ad es. esemplari di storione, verranno marcate e subito rilasciate per poter raccogliere importanti dati sui loro spostamenti. 

Va inoltre segnalato il supporto fornito da queste strutture alle attività didattiche e divulgative che verranno sviluppate nell’ambito del progetto, anche grazie a un’aula multimediale.

Dall’asta comune del passaggio per pesci a monte dello sbarramento, si staccano poi i due rami di cui uno (quello sinistro, in Figura 1) funge da collegamento con il ramo naturale del fiume (Figura 2).

Figura 2: tratto di collegamento tra corso del fiume a monte e il ramo naturale del Fiume PO, a valle di Isola Serafini

 

Figura 3: tratto di collegamento tra corso del fiume a monte e ramo artificiale del Fiume PO, a valle di Isola Serafini.

L’altro ramo, quello destro in Figura 1, collega invece al ramo artificiale (Figura 3).

E’ interessante ricordare come ognuno dei bacini successivi in cui è suddiviso il passaggio per pesci, presenta una lunghezza minima di 4,75 metri per una larghezza minima di 2,80 metri; dimensioni cosi elevate sono state previste per assicurare il passaggio dello storione cobice, un pesce che può arrivare sino a 1,5/2 metri di lunghezza e che è stato utilizzato come specie target sulla quale calibrare il passaggio. 

 

Realizzata la Conferenza di Servizi per il passaggio per pesci

 La realizzazione di un opera di estrema rilevanza quale il passaggio per pesci di Isola Serafini, non si esaurisce con la sola fase di progettazione, ma è vincolata per legge a una serie di passaggi tecnico-istituzionali.

 In questo articolato iter autorizzativo una tappa di primaria importanza è data dalla Conferenza di Servizi che, a norma di legge, viene convocata per recepire sia pareri migliorativi per l’opera stessa, che l’approvazione da parte degli Enti istituzionali, ciascuno per le proprie competenze.

 Lo scorso 6 marzo AIPo (Autorità Interregionale per il fiume Po) in qualità di Ente responsabile dell’intero procedimento – svolge infatti il ruolo di soggetto attuatore dell’intervento e stazione appaltante dello stesso -  ha convocato presso la sede di Parma ben 17 Enti che a diverso titolo erano tenuti a esprimere parere circa il progetto definitivo.

 Nella fase di apertura della seduta, i progettisti hanno presentato agli intervenuti il progetto definitivo sottolineandone la sua valenza nell’ambito del processo di deframmentazione del bacino Po, oltre a illustrare gli aspetti tecnico-realizzativi dell’intera opera.

 Dopo approfondita disamina, anche in considerazione del valore ecologico dell’opera da realizzare oltre che dei diversi e rilevanti interessi tecnico-giuridici coinvolti, sono state recepite le indicazioni dei rappresentanti delle amministrazioni presenti, a fronte delle quali è stato manifestato parere favorevole sugli atti relativi al procedimento di approvazione del progetto.

 A fronte di questo i progettisti sono al lavoro per la redazione del progetto esecutivo che verrà portato a termine per il 30 aprile 2014.

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