newsletter 1 del 24 maggio 2013

Lo strumento comunitario Life

L’emanazione da parte della Commissione Europea delle Direttive 92/43/CEE “Habitat” e 79/409/CEE “Uccelli” per la tutela e conservazione della specie e ambienti, ha portato alla conseguente istituzione da parte dei Paesi Membri dei Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.) – aree che rivestono interesse nella conservazione di ambienti naturali e specie animali e vegetali, inserite nella Direttiva “Habitat” - e Zone Speciali di Conservazione (Z.P.S.) – aree che assumono particolare importanza nella conservazione dell’avifauna.

 Questo ha portato alla creazione della Rete Natura 2000 volta alla tutela della biodiversità a livello europeo, segnando un momento certamente importante in campo ambientale, in quanto viene promosso un concetto di conservazione che integra le politiche sociali ed economiche con quelle ambientali, introducendo inoltre nei singoli Stati membri la consapevolezza della condivisione di un patrimonio naturale comune.

Infatti la valorizzazione e conservazione di queste aree di alto valore naturalistico, attuata attraverso un approccio gestionale multidisciplinare, consente loro di fungere da nodi portanti per la creazione di una più vasta rete ecologica a livello europeo.

A conferma della ricchezza di biodiversità presente in Italia vale la pena di ricordare che, sotto il coordinamento del competente Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sono stati individuati nel nostro Paese oltre 2.700 siti di importanza comunitaria.

Per la realizzazione di questi obiettivi, a supporto dei progetti tesi al ripristino e conservazione degli ambienti e delle specie di interesse comunitario indicati nelle Direttive, il Parlamento Europeo ed il Consiglio hanno adottato nel 1992 un regolamento che istituisce lo strumento finanziario comunitario denominato LIFE. Per comprendere l’importanza di questo strumento per la conservazione dell’ambiente e della biodiversità a livello europeo, basterebbe ricordare come dal 1992, anno della sua istituzione, ad oggi questo programma ha co-finanziato 3.708 progetti per un totale di circa 2,8 bilioni di euro.

La storia di Life è passata attraverso 4 fasi: Life I , attivo dal 1992 al 1995, ha coinciso con la fase di avvio di questo programma a cui è seguito Life II (1996 – 1999) e Life III (2000 – 2006) che hanno visto estendere le attività e la Rete Natura 2000 anche ai nuovi stati che hanno aderito all’Unione Europea.

La fase attuale è legata a Life plus (2007 – 2013) e il programma è articolato in tre linee principali di intervento:

Life + Natura e biodiversità: prevede tra il finanziamento di progetti di conservazione che promuovono azioni finalizzate alla conservazione di habitat naturali, flora e fauna di interesse comunitario, a sostegno della Rete Natura 2000.

Life + Ambiente & Governance: maggiormente focalizzato sulla promozione di programmi innovativi volti alla tutela dell’ambiente.

Life + Comunicazione: questa nuova linea di intervento promuove l’attuazione di campagne di informazione sull’ambiente e conservazione delle specie e della biodiversità.

Ma la Commissione Europea sta già operando per la prosecuzione del programma Life anche dopo la scadenza di Life +, relativamente al periodo 2014 – 2020; per far fronte ai nuovi scenari ambientali che si vengono a designare è in fase di definizione una nuova linea di intervento legata ai cambiamenti climatici.

Per ulteriori informazioni sul programma Life e sui vari progetti finanziati, si rimanda ai siti ufficiale della Commissione Europea http://ec.europa.eu/environment/life/index.htm e http://ec.europa.eu/environment/life/project/Projects/index.cfm?fuseaction=search.dspPage&n_proj _id=4315 (di progetto).

Il progetto CON.FLU.PO: avvio delle attività.

CON.FLU.PO è l’acronimo per il progetto “Restoring connectivity in Po river basin opening migratory route for Acipenser naccarii* and 10 fish species in Annex II”, un progetto co-finanziato per il 49.3% dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Life Natura, pari a € 3.496.809 su un totale di € 7.088.476.

Beneficiario coordinatore è la Regione Lombardia – D.G. Agricoltura, mentre ben 7 sono i beneficiari associati (Regione Emilia-Romagna, D.G. Agricoltura, Economia Ittica, Attività Faunistico venatorie; Agenzia Interregionale per il fiume Po; Autorità di Bacino del fiume Po; Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino; Provincia di Piacenza; Provincia di Rovigo; GRAIA s.r.l.) a cui si aggiunge Enel Green Power S.P.A. come co-finanziatore. Sostegno al progetto è stato inoltre assicurato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; dal Dipartimento del Territorio, Ufficio caccia e pesca del confinante Canton Ticino; dalla Regione Piemonte, Assessorato Agricoltura; Regione Veneto, Unità di progetto Caccia e Pesca; Regione Lombardia, D.G. Sistemi verdi e paesaggio; Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee.

Questa estesa partnership è giustificata dall’ampia area interessata dal progetto che, grazie al fatto che, per la prima volta, si è voluto dare una risposta concreta al problema di ristabilire una connessione ecologica a livello del Po attraverso la costruzione di due scale per pesci a livello dello sbarramento insormontabile di Isola Serafini, riaprirà alla migrazione ittica gran parte del corridoio fluviale del fiume Po, dal delta sino al Lago Maggiore.

Di questo beneficeranno sia le 40 specie ittiche presenti, di cui 11 elencate nelle liste comunitarie e 15 endemiche o sub-endemiche, per alcune delle quali (Storione cobice Acipenser naccarii – specie prioritaria a livello comunitario – e 4 specie di Ciprinidi reofili: Pigo, Barbo comune, Lasca e Savetta) il progetto prevede attività di sostegno diretto, mediate allevamento, rilascio in natura e successivo monitoraggio.

Queste diverse attività investono direttamente i 33 SIC (Siti di Interesse Comunitario) presenti nell’area di progetto, garantendo cosi un ulteriore rafforzamento della Rete Natura 2000

Per poter prendere visione in dettaglio della strutturazione del progetto e delle diverse Azioni che verranno realizzate entro il 30 settembre 2017, data di termine del programma, si rimanda al link di seguito indicato della pagina che Regione Lombardia ha aperto temporaneamente in attesa della realizzazione del sito di progetto, previsto a breve.

http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=DG_Agricoltura% 2FDGLayout&cid=1213277040546&p=1213277040546&pagename=DG_AGRWrapper

Il progetto è iniziato il 1/12/2012, ma il Kick-off meeting di avvio “ufficiale” si è tenuto il 3 dicembre presso le strutture di Isola Serafini di Enel Green Power alla presenza dei rappresentanti di tutti i partner di progetto, di Giuseppe Elias, allora Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, e di Angelo Salsi, capo unità del programma Life della Commissione Europea.

Nelle prime fasi, insieme alle attività volte allo sviluppo delle diverse procedure amministrative necessarie per la realizzazione delle attività previste, sono state avviate le prime attività tecniche di campo.

Inizialmente le attività di progetto sono state portate avanti da Regione Lombardia attraverso il Responsabile di progetto (Alberto Lugoboni) che, a seguito dell’espletamento dei relativi bandi, è stato affiancato dal personale interno dedicato comprendente: il Financial Manager, il Funzionario Tecnico per la gestione finanziaria, e il Funzionario Tecnico esperto di gestione e pianificazione territoriale, mentre è in via di definizione la selezione del Project Manager e l’assegnazione dell’incarico per il Web Designer.

Queste figure unite a quelle degli staff tecnico-amministrativi degli altri partner, hanno creato la Struttura di Coordinamento e Gestione del progetto (Azione F1) che ha assicurato il necessario coordinamento anche grazie a una serie di incontri a cadenza quasi mensile. Ulteriore supporto alle attività è stato dato dalle riunioni dei 3 Gruppi Tecnici (Monitoraggio, Passaggio per pesci, e Allevamento e riproduzione) creati nell’ambito dell’Azione F1.

Un obbiettivo di assoluta unicità e rilevanza di questo progetto è quello di promuovere una gestione coordinata a livello delle attività di gestione delle aree lungo l’asta fluviale del Po, con particolare riguardo alla Rete Natura 2000; per questo in data 14/02/2013 è stato costituito il Comitato di Coordinamento (Azione A2) che raccoglie gli Enti partner di progetto con potere pianificatorio (Regione Lombardia, Regione Emilia-Romagna e Autorità di Bacino del fiume Po), ma aperto a tutti gli stakeholders coinvolti nella gestione del corridoio fluviale.

La progettazione esecutiva delle due scale per pesci (Azione A3), entrambe strutturate in modo da favorire la rimonta e la smonta, è già in fase avanzata da parte dello staff di GRAIA che opera in stretta collaborazione con il Gruppo Tecnico Passaggio per pesci e sotto la supervisione del Comitato di Coordinamento.

Queste strutture comprendono la realizzazione dei passaggi per pesci a bacini successivi, di cabine per il monitoraggio del loro utilizzo da parte dei pesci in migrazione in entrambi i sensi (Azione D1), e specifici manufatti per il controllo e contenimento delle specie esotiche invasive (Azione C3). A breve verrà iniziato l’iter di messa a disposizione del terreno (Azione B1) per la loro costruzione, che verrà realizzata nel corso di 2 anni (Azione C1).

Da inizio progetto sono partite presso il Parco Ticino anche le attività previste dall’Azione C2, condotta in collaborazione con le Province di Piacenza e Rovigo e con il supporto del Gruppo Tecnico Allevamento, e finalizzate all’allevamento e ripopolamento di Storione cobice e delle altre 4 specie di Ciprinidi reofili di interesse comunitario; queste azioni rappresentano un punto focale del progetto in quanto permettono un concreto supporto alla conservazione di queste specie minacciate, anche grazie alle attività di controllo sui ripopolamenti effettuati (Azione D2).

Riguardo a questa attività, va segnalato come l’attuale perdurare delle precipitazioni nell’area di progetto sta provocando un anomalo innalzamento del livello dei fiumi, compresi i loro rami laterali, cosa che sta rendendo difficoltosa la cattura in natura dei riproduttori dei Ciprinidi reofili da sottoporre a spremitura per ottenere le uova da porre in incubatoio.

Da ultimo, ma non certo come importanza, sono le attività di divulgazione e didattica che vengono portate avanti sia per diffondere le attività di progetto ma anche per creare maggiore conoscenza sull’importanza conservazionistica legata alla deframmentazione fluviale; sono quindi previste una

serie di attività mirate che vanno da quelle focalizzate sul grande pubblico – come la realizzazione del sito web (Azione E3), di una newsletter periodica (Azione E6), di un filmato (Azione E5), posizionamento di bacheche illustrative (Azione E4), di conferenze stampa (Azione E2) e del Layman’s report (Azione E8) – a quelle maggiormente mirate verso le scuole (attraverso la realizzazione di percorsi, strutture e kit per la didattica – Azioni E9 ed E10), sino a comprendere il mondo scientifico, con la realizzazione di un convegno finale a livello internazionale in cui si discuterà delle strategie di deframmentazione fluviale e tecniche di conservazione di specie ittiche minacciate (Azione E7).

Le attività di gestione e monitoraggio delle Azioni di progetto e connessione con altri progetti, sono invece previste dalle Azioni F1, F2, F3, F4 ed F5. 

 


I testi e le immagini possono essere utilizzati cintandone la fonte, l’autore, il Progetto Life natura Life11NAT/IT/188 “Restoring connectivity in Po river basin opening migratory route for Acipenser naccarii* and 10 fish species in Annex II” e il supporto della Commissione Europea 

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